Sharon Salzberg

Sharon Salzberg

Il suo metodo nasce dall’insegnamento di grandi missionari della meditazione trasmessa dalla tradizione buddhista Theravada verso l’ Occidente: S.N.Goenka, Sayadaw U Pandita, Dipa Ma e Anagarika Munindra.

Nasce a New York, nel 1952, in un contesto famigliare problematico, segnato da separazioni, malattie e morti precoci, che contribuiscono a stimolare in lei l’interesse per la meditazione come soluzione alle sofferenze della vita.

Il suo primo incontro con il Buddhismo avvenne nel suo secondo anno del corso di filosofia asiatica all’Università statale di Buffalo, New York. Partì per l’India, nel 1970, per approfondire la sua conoscenza sulla meditazione. L’anno successivo, a Bodh Gaya, intraprese il suo primo corso intensivo di meditazione, e successivamente un periodo di altri tre anni di studio con alcuni tra i più popolari maestri di tradizione theravada del tempo.

Nel 1974, Sharon Salzberg decise di tornare negli USA per insegnare il metodo di vipassana che aveva appreso.

Insieme a Jack Kornfield e Joseph Goldstein,  Sharon Salzberg fonda a Barre, nello stato del Massachussets (USA), l’Insight Meditation Society: un centro di pratica allo scopo di diffondere il metodo di Vipassana del maestro birmano Mahasi Sayadaw. Oggi è uno dei più importanti centri di meditazione in Occidente.

A questo progetto vincente, Sharon Salzberg e Joseph Goldstein faranno seguire, nel 1991, la fondazione del Barre Center for Buddhist Studies (BCBS), dedicato allo studio e la divulgazione del Buddhismo theravada in Occidente.

Ai diversi incontri di meditazione organizzati in ogni parte del mondo, Sharon Salzberg si caratterizza nell’ambito del Buddhismo americano per la sua opera di divulgatrice che ha coinvolto ogni tipo di media.

La sua opera di scrittrice comprende più di venti titoli, dei quali in Italia sono stati tradotti L’Arte Rivoluzionaria della Gioia, Un cuore vasto quanto il Mondo e Fede.

Nel 2010 , Sharon Salzberg è stata riconosciuta dal New York Times come l’ autrice di testi di meditazione più venduti in America.

Ha pubblicato articoli su riviste e quotidiani, cartacei e online, molto noti al pubblico americano: O Magazine di Oprah Winfrey, The Huffington Post e Time Magazine.

Collabora con le principali realtà editoriali  del Buddhismo americano come Trycicle, Yoga Journal e Shambala Sun.

Il suo podcast, The Metta Hour, ospita più di cento interventi delle figure di spicco del mondo della meditazione e della mindfulness.

 

 

Michael Shoken Stone

Michael Shoken Stone

E’ scomparso prematuramente nel 2017, all’età di quarantadue anni.

Nel suo sito internet, ora gestito dalla sorella Carina che porta avanti la sua eredità, si possono trovare uno accanto all’altro corsi di mindfulness laica, insegnamenti e commenti su sutra buddhisti, lezioni di yoga, che riflettono la sua abilità nel dedicarsi e a coniugare più discipline diverse.

La fede sincera in una pratica buddhista che coniugasse impegno personale, politico ed ecologista porta Michael Shoken Stone ad aderire ad Occupy, il movimento nato per portare alla rilevanza pubblica le diseguaglianze economiche della società statunitense, divenute più aspre ed evidenti con la grande crisi del 2008.

Michael Stone venne avvicinato fin da giovanissimo al Buddhismo dallo zio, che soffriva di una forma di schizofrenia. Questi non solo lo avvicinò alla dottrina buddhista, accompagnandolo nello studio dei sutra del Buddha, ma gli fornì un’importante testimonianza  di resilienza nei confronti delle sofferenze della vita, che sarebbe statodiventato uno spunto potente per l’impegno del nipote.

Nel corso della sua formazione, Michael Shoken Stone ebbe la fortuna di incontrare tra le maggiori personalità americane contemporanee, conseguendo una laurea magistrale al Vermont College con James Hillman, un periodo di pratica dello yoga con Richard Freeman, e un periodo di studio di meditazione Vipassana con maestri laici come Norman Feldman e Stephen Batchelor.

Viene  iniziato alla pratica zen dalla maestra Pat Enkyo O’Hara, che lo accolse nel proprio sangha laico.Durante la sua cerimonia Jukai, gli diede il nome di dharma Shoken, in italiano “chiara visione”.

Nel 2003, Michael Shoken Stone soddisfò il desiderio di molti conoscenti, che volevano praticare yoga e meditazione con lu, aprendo a Toronto il primo di quattro centri della sua comunità di pratica: il Gravity Center. Nel 2014 chiuse questo primo punto di riferimento della sua pratica con l’ambizione di allargare la propria comunità a livello internazionale  e di riunirla in occasione divari ritiri di meditazione, convegni e occasioni di incontro che allestì in molti siti tra Nord America e Europa.

 

Lama Michel Tulku Rinpoche

Lama Michel Capa

Lama Michel è nato in Brasile nel 1981 e ha iniziato il suo percorso nel Buddhismo quando, all’età di cinque anni, ha incontrato Lama Gangchen e, a otto anni, è stato riconosciuto come un tulku, ovvero la reincarnazione di un lama  tibetano.

A soli dodici anni, di sua spontanea volontà, ha deciso di seguire la formazione monastica tradizionale, andando a vivere e studiando per dodici anni in un monastero nel sud dell’India e nei successivi dieci anni, recandosi, annualmente, nell’università di Tashi Lhunpo in Tibet per completare la sua formazione accademica e monastica. 

Per buona parte della sua vita, Lama Michel ha seguito Lama Gangchen durante le sue missioni di predicazione del Dharma in Occidente e i suoi pellegrinaggi tra i luoghi sacri di India, Nepal, Indonesia, Cambogia, Mongolia e Tibet.

Lama Michel Rinpoche oggi vive in Italia ed è attualmente direttore spirituale dell’ Albagnano Healing Meditation Centre e di decine di centri della tradizione NgalSo nel mondo; è responsabile di otto fondazioni, tra cui la Lama Gangchen World Peace Foundation, ONG riconosciuta come ECOSOC dalle Nazioni Unite.

È autore di quattro libri pubblicati in portoghese e di numerosi opuscoli in sette lingue, trascrizioni delle sue lezioni.

Dal 2014 offre migliaia di ore di insegnamenti sulle piattaforme di diversi social media e sul canale YouTube NgalSo.

Lama Michel diffonde e trasmette il percorso atto alla  trasformazione delle emozioni e degli  stati interiori, basato sul cambiamento degli atteggiamenti e dello stile di vita. In modo chiaro e accessibile condivide la sua esperienza con persone e contesti multiculturali e differenti fra loro.

Norman Zoketsu Fischer

Norman Zoketsu Fischer

Il maestro Norman Zoketsu Fischer appartiene al lignaggio zen soto del maestro Shunryu Suzuki ed è erede nel Dharma del maestro Mel Sojun Weitsman.

E’ fondatore della Everyday Zen Foundation, un’associazione che riunisce i gruppi di pratica buddhista che ha contribuito a far crescere tra Canada, Stati Uniti e Messico.

Norman  Fischer  è noto anche per le sue abilità di poeta, che usa anche per esprimere il senso della propria pratica . Ha pubblicato più di venticinque raccolte di poesie, oltre a numerosi poemi, saggi e articoli su vari tipi di riviste specializzate.

Norman Fischer nasce nel 1946 a Wilkes-Barre, in Pennsylvania (USA) ed incontrò la pratica dello Zen a Berkeley, tra il 1970 e il 1976.

Nel 1976, i coniugi Fisher si trasferirono al monastero Zen di Tassajara, dove praticarono da residenti per cinque anni. Nel 1980 vennero entrambi ordinati monaci dall’erede di Suzuki Roshi, il maestro Richard Zentatsu Baker.

Sette anni dopo, Norman Fisher avrebbe ricevuto la trasmissione del Dharma dal suo maestro, completando lo studio della propria pratica. Continuò la sua missione tenendo discorsi di dharma e guidando pratiche di meditazione nei centri di pratica del suo sangha per tutti gli anni successivi.

Norman Zoketsu Fischer è anche conosciuto per aver integrato la meditazione buddhista in metodi formativi per professionisti in ambiti come il management, la giurisprudenza, l’educazione, specialmente a vantaggio di assistenti a malati terminali, informatici e specialisti nella risoluzione dei conflitti.

Nel 2007, ha sviluppato con altri maestri autorevoli tra cui Jon Kabat Zinn, il corso di mindfulness ed intelligenza emozionale Search Inside Yourself , ora insegnato a più di ventimila professionisti, in oltre cento città negli Stati Uniti.

Riuscì inoltre ad essere consulente per i cappellani militari dell’esercito americano, e ad insegnare loro come introdurre la meditazione Zen nella loro professione.

Norman Zoketsu Fischer si è distinto anche nel suo impegno per il dialogo tra le religioni, collaborando con la direzione del Board of World Religious Leaders per l’Elijah Interfaith Institute.

 

Lama Ole Nydahl

Lama Ole Nydahl

Nei centri della sua organizzazione, Il Buddhismo della Via del Diamante, che conta più di 600 centri nel mondo e 20 tra centri e gruppi di meditazione qui in Italia, riesce a rendere in una forma moderna gli insegnamenti della propria tradizione tibetana.

Ole Nydahl nasce a Copenaghen nel 1941, e studiò filosofia e lingua inglese e tedesca tra varie università europee e statunitensi. Incontra il Buddhismo tibetano in occasione di un viaggio in Nepal con la moglie Hannah, che lo avrebbe seguito per tutta la sua vita nel suo percorso di pratica e di insegnamento. In Nepal, Ole Nydahl e Hannah incontrano il loro primo maestro Lopon Tsechu Rinpoche, che a sua volta li introdusse alla conoscenza del XVI Karmapa. Essi sarebbero diventati i primi discepoli occidentali del Karmapa Lama, seguendolo in un percorso di insegnamento di tre anni, tra India e Nepal. Successivamente, completarono il loro addestramento sotto la guida di altri maestri come Kalu Rimpoche e Shamar Rimpoche.

Nel 1972, Ole e Hannah Nydahl vengono inviati dal Karmapa in Occidente per trasmetterne gli insegnamenti. In quell’anno, Lama Ole fondò i suoi primi centri in Austria, Danimarca, Norvegia e Germania., iniziando  un’attività di fondatore che ha ricoperto molti paesi tra Europa, Russia, Stati Uniti e in Medio Oriente, con la fondazione di sette centri in Israele.

Oltre che per alla sua attività di maestro e animatore di centri e comunità di pratica tra tre continenti, Lama Ole è conosciuto per la sua prolifica attività di scrittore.
Nel 1999, Lama Ole e Hannah Nydahl donarono la proprietà intellettuale dei testi del maestro alla fondazione di beneficenza Buddhismus Stiftung Diamantweg, impegnata a diffondere, attraverso mostre, convegni e varie attività, la bellezza della cultura buddhista tibetana in Europa e nel Mondo.

 

 

 

Ven. Paljin Tulku Rinpoche

Lama-Paljin

Il maestro Lama Paljin Tulku Rimpoche  è uno dei riferimenti a Milano e in Italia per i praticanti degli insegnamenti della scuola Gelug, che vede come guida spirituale l’attuale XIV Dalai Lama. 

Nel 1995, infatti, il monaco milanese viene riconosciuto come incarnazione del Lama Je Paljin, un maestro della scuola Gelug vissuto in Tibet nel XV Secolo.

Oggi, Lama Paljin è fondatore e guida del Centro Mandala di Milano , del centro Samten Ling di Graglia, sulle Alpi biellesi, e del Centro Mandala Deua Ling di Merano, oltre ad essere riconosciuto guida spirituale e dei monasteri Lamayu e Atise in Ladakh.

Lama Paljin, al secolo Antonio Graglia, nasce nel 1941 ad Addis Abeba da genitori piemontesi, ma vive prevalentemente a Milano, dove, dopo una laurea in marketing alla LUISS e una carriera da imprenditore nel campo del commercio delle automobili, decide di dedicarsi con intensità alla ricerca spirituale. Dopo aver trascorso un certo periodo come discepolo del maestro nepalese Geshe Nawang Yandak, decide di prendere i voti da novizio a Dharamsala nel 1991, per poi completare la sua iniziazione monastica in India nel 1993. Due anni dopo viene riconosciuto Tulku, e cessa ogni attività laica per dedicarsi interamente alla diffusione del Dharma.

Lama Paljin é noto in Italia e in Europa per la sua autorevolezza come esperto della dottrina Gelug, sia grazie a convegni dal vivo, che grazie ad interventi diffusi via internet.,  Lama Paljin è conosciuto come animatore di diverse iniziative umanitarie tra India, Nepal, Etiopia e Perù, grazie alla ONLUS da lui fondata nel 1992. A Milano, assiste volontariamente le detenute del carcere San Vittore e i malati terminali degli ospedali ambrosiani.

Impegnato in prima linea nel dialogo interreligioso, Lama Paljin ha contribuito alla fondazione del Forum delle religioni di Milano.

 

Roshi Pat Enkyo O’Hara

Pat Enkyo O Hara

La maestra Pat Enkyo O’Hara  è una maestra zen soto appartenente al lignaggio di Harada Daiun Sogaku e Hakuun Yasutani. È erede nel Dharma del maestro Bernard Tetsugen Glassman.

È badessa e fondatrice del Village Zendo,che fonda a New York nel 1986 con la compagna Barbara Joshin, anch’essa maestra Zen.

È una delle guide spirituali dello Zen Peacemaker Order,un’associazione no-profit per la diffusione della meditazione e dei precetti buddhisti e per invitare alla riflessione su temi sociali come la pace nel mondo e il dialogo tra i popoli.

Il suo intenso impegno sociale la porta, nel 1993, a gestire il Buddhist AIDS Network, un progetto a sostegno dei malati di HIV e delle loro famiglie., e a impegnarsiSi impegna in varie battaglie sociali negli Stati Uniti tra cuisulle le pari opportunità tra uomini e donne e e per le minoranze di razza, e di identità e di orientamento sessuale negli Stati Uniti.

Pat O’Hara nasce da genitori statunitensi nella città di Tijuana, in Messico, vicino al confine nordamericano. Interessata allo Zen fin da giovanissima, tra letture degli intellettuali della Beat Generation, di vari sutra buddhisti e dei saggi di D.T.Suzuki, ha cominciato a praticare solo dopo una lunga ricerca del proprio maestro della propria comunità.

Pat O’Hara riece a trovare il primo maestro in John Daido Loori, negli anni ‘80, e ha proseguito la pratica con il maestro Taizan Maezumi. Sotto la sua guida, ella prende  i voti da monaca nel 1995, per poi portare a compimento la sua pratica con il successore Bernard Tetsugen Glassman, che  la riconobbe come erede nel Dharma due anni dopo.

Parallelamente alla sua ricerca spirituale, Pat O’Hara ha intrapreso una carriera di ricercatrice e docente sullo studio dei media, intraprendendo ricerche all’avanguardia per i tempi.

Tra i suoi testi più famosi vediamo l’introduzione alla pratica dello Zen A little Bit of Zen: an introduction of Zen buddhism e Most Intimate: A Zen Approach to Life’s Challenges.

 

 

Roshi Joan Halifax

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E’ famosa anche per il suo impegno di attivista per i diritti civili e per il suo lavoro di caregiver nei centri di cura per malati terminali, che attua come una pratica Zen distintiva.

Dopo aver praticato per dieci anni con il maestro Zen coreano Seung Sahn, ha ricevuto la trasmissione del Dharma da Bernard Tetsugen Glassman e Thich Nhat Hanh.

È badessa e guida spirituale all’Upaya Zen Center a Santa Fè, nello stato del New Mexico.

Nel 1990, fonda della comunità di praticanti Zen Peacemaker e della Ojai Foundation in California.

Nello stesso anno, fonda il progetto Being With Dying, un programma di formazione per professionisti dell’assistenza ai malati terminali, e siede nel consiglio direttivo del Mind and Life Institute, un’organizzazione no-profit dedicata ad esplorare la relazione tra scienza e Buddhismo.

Joan Halifax nasce nel 1942, ad Hanover, nel New Hampshire (USA).

Il suo primo lungo e intenso periodo di studi inizia a New Orleans, al Harriet Sophie Newcomb College, dove si diplomò nel 1964, alla Tulane University, dove approfondì gli studi di medicina e cominciò il suo impegno politico nel movimento per i diritti civili.
L’anno successivo, si trasferì a New York ed iniziò a lavorare con l’antropologo Alan Lomax, al dipartimento di ricerca sociale applicata della Columbia University.

Fu in quel periodo che ella incominciò a interessarsi di Buddhismo, e a iniziare accompagnando la pratica spirituale con gli i suoi studi di psicologia e antropologia.

Dal 1972 al 1975, Joan Halifax lavora con lo psichiatra Stanislav Grof al centro di ricerca psichiatrico del Maryland., dove avvicina per la prima volta l’accompagnamento alla morte dei malati terminali di cancro.

L’attività di scrittrice di Joan Jiko Halifax è prolifica tanto per le discipline a cui si è dedicata quanto per la pratica zen.

In molti dei suoi titoli, tra i quali  Being with Dying: Cultivating Compassion and Wisdom in the Presence of Death e  The Fruitful Darkness, A Journey Through Buddhist Practice, oppure Standing at the Edge: Finding Freedom Where Fear and Courage Meet, l’insegnamento zen viene coniugato sempre con varie esperienze di studio e di pratica di una vita estremamente vivace.

 

 

 

Lama Ghesce Ciampa Ghiatso

Lama Ghesce Ciampa Ghiatso

È stato maestro residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, il centro di Buddhismo tibetano più grande d’Europa legato alla Fondazione per la preservazione della tradizione Mahayana (FPMT), un’organizzazione fondata da famosi maestri di tradizione Gelug come Lama Yeshe e Lama Zopa Rimpoche.

Nato nel 1931 in una famiglia nomade vicino a Lhasa, in Tibet, il piccolo Geshe La venne iniziato come monaco fin da ragazzino, e cominciò ad imparare la pratica buddhista Gelug. Visse in monastero dai tredici anni, fino a condividere gli studi con un giovane Thubten Yeshe, meglio noto come Lama Yeshe, all’università buddhista di Sera Je.

Nel 1959, Ghesce Ciampa Gyatso fu costretto a partire per l’India, dove portò a compimento i suoi studi all’Università degli Studi di Varanasi e nel Collegio Tannico Inferiore. Nel 1972 conseguì il titolo di Ghesce Lharampa e di Ngarigmpa, con il diploma di Acharya (maestro, in tibetano) e, verso la fine degli anni Settanta, riceve dall’amico Lama Yeshe l’invito a recarsi in Europa a portare il proprio insegnamento. Dopo un breve periodo trascorso in Nepal, nel 1980 Ghesce La parte per raggiungere l’Istituto Lama Zhong Khapa, dove assolverà i propri compiti fino alla scomparsa, il 27 Novembre 2007.

Durante il suo periodo in Occidente, Ghesce Ciampa Gyatso si fa conoscere grazie a  convegni, incontri, e corsi di meditazione e di studio, tenuti tra Italia, Spagna ed Inghilterra.

Tra il 1983 e il 1987, Ghesce Ciampa Gyatso completa i commentari di importanti trattati di filosofia e psicologia della tradizione buddhista e tibetana, tra cui di sutra come l’ Abhisamayalankara, il Madyamakavatara e l’Abhidharmakosha.
Dal 1988 al 2004 fu anche responsabile per l’addestramento di insegnanti e maestri per l’FPMT, di cui sviluppò i progetti per sessioni di studio residenziali.

Oltre ad aver ricoperto il ruolo di maestro per l’Istituto di Pomaia, Ghesce Ciampa Gyatso venne inoltre riconosciuto in Francia come abate del monasteri maschili Nalanda e Takden Shedrup Dhargye Ling, e del monastero aperto a sole donne Shenpen Samten Ling.

 

Venerabile maestro Ghesce Tenzin Tenphel

Ghesce Tenzin Tenphel

Dal 1998, egli tiene corsi e insegnamenti della propria tradizione secondo i trattati previsti dagli studi dell’istituto.

Nasce nel 1956 a Domo, un piccolo paese del Tibet vicino alla provincia del Sikkim indiano, da una famiglia di agricoltori. Nel 1959, fuggì con la famiglia in India per via delle persecuzioni dovute alla conquista cinese e nel 1960 si stabilì nell’India del Sud.

Viene riconosciuto come aspirante monaco già all’età di nove anni, ma attende i diciassette anni per entrare all’università monastica di Sera Je.

Nel 1994, completa gli studi ottenendo il titolo di Ghesce Lharampa, il riconoscimento accademico più elevato della tradizione Gelug. Ha inoltre studiato anche per un anno il percorso di pratica dei tantra nel collegio del Gyu-To.

Tra il 1995 e il 1996, Ghesce Tenzin parte in missione con un gruppo di monaci tra Stati Uniti e Canada, per offrire insegnamenti e condurre una pratica di mandala e danze rituali.

Nel 1997, ha guidato presso l’università di Sera Je la pratica di un seminario monastico avanzato, specializzato nelle pratiche meditative e rituali connesse con la divinità Hayagriva.

Oltre ad essere una guida per i monaci e i laici vicini all’Istituto Lama Tzong Khapa, Lama Ghesce è punto di riferimento anche dei centri di tradizione tibetana italiani ed europei, per i quali è relatore di diversi incontri di studio e divulgazione.