Se incontri un uomo della via

Docente DharmaTalk: Rev. Carlo Tetsugen Serra

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Il ventottesimo…anche ottimo: ventottimo…il ventottesimo caso del Mumonkan, se la memoria non mi inganna sui numeri, dice: “Se incontri un uomo del Tao, un uomo della Via, come lo saluterai?”. Può sembrare un po’ criptico questo koan, perché questa domanda, se incontri un uomo della via come lo saluterai?…Possiamo dare delle interpretazioni dottrinali, come molti danno, a uomo, inteso essere naturalmente nella vita, non è uomo o donna. Non è una discriminante. E questa parola Via…Tao, Dao, Realizzazione, satori…

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E analizzare che cosa è il satori,  che cos’è l’Illuminazione. Che è un essere illuminato. Ma il significato profondo correlato all’esperienza diretta del koan é: “Se incontri la vita, cosa fai?”. Questo è il vero cuore del koan: “Che cosa fai?”. Che questi sia un uomo realizzato e illuminato, per quanto interessante sia. Conoscere i segni, come i trenta e più segni del Buddha, come si riconosce, è molto interessante ma poco serve al nostro cammino.

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Se incontri la via, che è la vita, altro non è, come ti comporti? In questo periodo, questo koan è più vivo che mai. Sotto questo cielo, in questo periodo, stiamo incontrando la Via in modo differente. La nostra vita ci viene incontro. Noi siamo in casa, tra quattro mura, e  fuori accade il destino della nostra vita: posso uscire, non posso uscire; posso bere un bicchiere d’acqua, tre bicchieri d’acqua; posso andare a comprare il pane o non posso; posso lavorare o lavoro da casa.

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Ma a noi spetta l’azione a tutto questo, la risposta a tutto questo. Come rispondiamo? Non cerchiamo formule facili. Non cerchiamo quegli elementi validi,  bellissimi,  affascinanti, come la compassione, l’amore, l’equanimità e tutti gli insegnamenti del buddhismo. Quelle sono vie etiche e morali, che dobbiamo sicuramente risvegliare in noi. Ma se facciamo un passo indietro, lo zen ti chiede: “Se incontri la vita, come rispondi?”. Il primo, che dice con un sorriso…vedo già il maestro Joshu o il maestro Gutei che affonda il suo bastone sulla tua testa…

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…il primo che dice: “Bisogna amare tutti!”, sicuramente verrà cacciato dalla sala del Dharma. Il primo  che nomina la compassione, che nomina i quattro Brahma Vihara, le quattro dimore della saggezza, gli verrà tolto il cuscino e impedito di inquinare l’aria con il suo respiro nella sala di pratica. Se cercate nella pratica dello zen un atto consolatorio…a un uomo della via, che cammina sul crinale di una montagna, appoggiandosi con un bastone per sostenersi, gli toglierò anche quel bastone.

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Quel bastone sono tutte le nostre risposte facili. Sono quando…devo elaborare un lutto, un dolore e una sofferenza, e trovo qualcosa che distragga la mia mente, anziché passare attraverso l’elaborazione, il cammino per uscire dal tunnel. Quando parliamo di compassione, di amore, di equanimià, di gioia simpatetica come risposta alla vita, stiamo fuggendo e non elaborando la nostra vita. Questo comportamento dovrebbe già essere innato in noi o sviluppato, sicuramente. Ma non è la risposta alla vita.

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Quando incontri la vita come risponderai?

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