Interreligious 2021: Buddhismo e filosofie dell’Asia orientale

Docente DharmaTalk: Rev. Carlo Tetsugen Serra

Questa tavola rotonda presenta la riflessione di due ospiti, rappresentanti delle tradizioni orientali buddhista: taoista e confuciana.

Con Amina Crisma, docente di filosofie dell’Asia orientale (Cina), università di Bologna e
il Maestro Tetsugen Serra, monaco e missionario c/o il cerchio monastero zen (Milano).

 

 

 

 


PRENDERSI CURA DI SÉ, DEGLI ALTRI E DEL MONDO.
LE RELIGIONI DI FRONTE ALLA CRISI AMBIENTALE E SOCIALE.

Buongiorno a tutti e complimenti ai curatori per le domande importanti e per le sfide che ci rivolgono.
Il titolo del mio ultimo libro è: Avere cura dell'ambiente per avere cura di noi stessi. 
Potete quindi immaginare quanto io sia sensibile al tema proposto. Da quel sottotitolo, invece, “prendersi cura di sé, degli altri e del mondo”, però, io toglierei le virgole.
Per il buddhismo, il sé, gli altri e il mondo non sono tre soggetti separati ma un’unica natura interdipendente: il mio sé comprende l’altro e tutto il mondo. Anzi, tutto l’universo. 
Dal punto di vista del buddhismo, l’essere umano non è al centro dell’universo; l’essere umano è l’universo stesso, non essendo una parte del tutto ma tutt’uno con esso.
Se si comprende questo, o almeno ci si avvicina a livello intellettuale, si inizierà a vivere ogni accadimento del mondo come parte di sé stessi; qualcosa che ci coinvolge direttamente, allo stesso modo in cui la mano si prende cura, istintivamente, del piede che duole. 
Esempi eminenti di questo tipo di sensibilità buddhista possono essere il maestro e poeta zen vietnamita Thich Nhat Hanh, che ha affermato: "Siamo qui per superare l'illusione della nostra separazione", o il maestro e fondatore della scuola buddhista Soto Zen giapponese, Eihei Dogen, che descrisse la propria illuminazione rendendosi conto chiaramente che "la mente non è altro che fiumi e montagne; la grande terra, il sole, la luna e le stelle, tutto è UNO". 
E’ partendo da premesse come queste sulla natura cosmica dell’essere umano che il buddhismo si interessa del mondo.
Le crescenti sfide globali e ambientali a livello mondiale non possono essere adeguatamente affrontate dagli organismi governativi senza una sensibilizzazione estesa dell’opinione pubblica globale.
Recentemente, è stato riconosciuto che, in un mondo in cui i quattro quinti della popolazione aderiscono a una qualche forma di tradizione spirituale,
trovare modi per sviluppare una relazione sostenibile con la natura richiede non solo l'impegno di scienziati e leader politici, ma anche una leadership morale che le istituzioni religiose devono essere in grado di fornire.
Non possiamo separare il cuore dell’uomo dall’ambiente e non possiamo affermare che una volta il primo sarà risvegliato, anche il secondo migliorerà di conseguenza. 
La vera natura dell’uomo esiste in relazione organica con il mondo; la sua vita interiore plasma l'ambiente e ne è quindi profondamente influenzata. Ogni costante cambiamento nella vita dell'uomo è il risultato di questi stimoli reciproci.

Tutti noi esseri umani, noi religiosi praticanti per primi, siamo profondamente consapevoli che le religioni hanno troppo spesso contribuito a tensioni e conflitti tra le nostre società, nel corso della storia e persino al giorno d’oggi. La rigidità sull’interpretazione delle nostre dottrine, le affermazioni inflessibili delle verità rivelate, l'abuso del potere istituzionale e dell’influenza sulle comunità di fedeli da parte di diversi tipi di clero, hanno portato spesso in passato a tragiche conseguenze in molte parti del mondo.
Tuttavia, allargando il campo dell’analisi, le religioni, preservando le tradizioni di cui si sono fatte portatrici, hanno anche aiutato e provocato cambiamenti importanti nelle nostre società.

Nel ventesimo secolo, diversi leader e intellettuali religiosi hanno contribuito a dare vita a movimenti costruttivi per i diritti civili delle minoranze interne alle nostre comunità, per la giustizia sociale e anche per le pari opportunità delle donne rispetto agli uomini.
Sebbene le religioni del mondo si siano occupate più tardi di dare una loro risposta alle crisi ambientali, la loro autorità morale e il loro potere istituzionale possono contribuire a favorire un cambiamento negli atteggiamenti delle singole persone e nelle politiche dei governi dei nostri stati.

Tradizionalmente, le religioni hanno sviluppato un etica per contrastare i casi di morte violenta che gli uomini possono provocare gli uni contro gli altri. Ad oggi, viene richiesto anche di intervenire contro i biocidi provocati dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra; contro ecocidi come quelli di Bhopal e di Fukushima; contro geocidi che una singola specie tra milioni di altri esseri viventi compie verso il pianeta Terra al punto da renderlo irriconoscibile e inadatto alla vita. 
Se in molte circostanze le leggi della società laica stanno contribuendo a ostacolare e punire questo tipo di comportamenti, ora anche le religioni devono prendere posizione costruttivamente.

A questo punto possono venirci in mente diverse domande.

Le tradizioni di saggezza delle diverse comunità umane, radicate e trasmesse dalle religioni, sono effettivamente in grado abbracciare l'ecologia integrale tra essere umano e natura in maniera necessaria? 
Le istituzioni religiose sono effettivamente in grado di rappresentare una guida convincente per un'era sinergica di relazioni tra l’uomo e il suo pianeta caratterizzate da empatia, rigenerazione e resilienza? 
Può essere che anche le religioni stesse siano la fonte di quelle prospettive esclusive a causa delle quali le società umane si allontanano sempre di più dal mondo della natura?
La salvezza degli esseri umani a cui le religioni si rivolgono si limitano a consistere in 
promesse di pace trascendente e beatitudine redentrice in un abbandono paradisiaco o possono comprendere anche la cura dell’ambiente e un progresso autentico della società?

Fino agli anni 70' la maggior parte delle comunità religiose non aveva ancora preso sul serio questo ambito di interesse pubblico, se non come corollario di un più ampio impegno di lunga data a favore della giustizia sociale. Ad esempio, nel più importante documento di dottrina sociale della chiesa cattolica che emerge dal Concilio Vaticano II a metà degli anni '60, le questioni ecologiche sono accennate obliquamente solo nel contesto di una discussione sull’esigenza di una redistribuzione economica delle risorse.
Negli ultimi anni, invece, l'attenzione degli interventi religiosi si è sempre più concentrata sulle sfide specifiche poste dai cambiamenti climatici. 
In vista del vertice delle Nazioni Unite sul clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, importanti rappresentanti delle principali religioni del mondo hanno rilasciato dichiarazioni che rivelano una sorprendente convergenza intorno alla diagnosi, alla critica e alle risposte politiche richieste al riscaldamento globale, nonostante le loro profonde divergenze su questioni teologiche, etiche e dottrinali.

I leader spirituali sono figure fondamentali per il successo di una solidarietà globale in difesa dell'ambiente. Essi possono contribuire a fornire un punto di vista originale su questo problema, partecipare prendendo pubblicamente delle responsabilità, condividere la storia del loro impegno e l’energia della loro fede e della loro pratica, e… invitare altri a unirsi a loro. Inoltre, possono insegnare comportamenti sostenibili, fungendo da modelli di ruolo per i loro seguaci ed un più vasto pubblico.

E’ chiaro che la crisi ambientale globale è più grande e più complessa di qualsiasi fenomeno della storia dell’uomo. Pertanto, è improbabile che una semplice applicazione delle idee tradizionali ai problemi contemporanei sia sufficiente per affrontarla. Leader religiosi e spirituali, attivisti laici e personalità accademiche devono quindi lavorare insieme con scienziati, ambientalisti, economisti, uomini d'affari, politici ed educatori per trovare risposte valide su un piano di dialogo e di aiuto reciproco.
Con questo spirito, posso quindi suggerire tre approcci metodologici della religione verso l’Ambiente: IL RECUPERO, LA RIVALUTAZIONE E LA RICOSTRUZIONE.
Il recupero implica un’indagine accademica di fonti dottrinali interne al patrimonio di ogni religione al fine di riscoprire conoscenze utili per favorire le relazioni tra l’uomo e il nostro pianeta all'interno di ogni tradizione, tra riflessioni etiche, rituali e altri tipi di usi.
Noi sappiamo per esempio che per tutte le tradizioni religiose dei popoli indigeni del mondo la conoscenza ambientale tradizionale (TEK) è una risorsa utile per aprire nuovi orizzonti a questo tipo di riflessioni.
Attraverso una rivalutazione, gli insegnamenti tradizionali possono venire presi in considerazione in relazione alla loro rilevanza nelle circostanze attuali. I concetti, gli insegnamenti, i principi e i precetti etici presenti nelle nostre tradizioni sono appropriati per plasmare atteggiamenti più sensibili e pratiche sostenibili per l’ambiente? Un buon lavoro di rivalutazione può mettere in discussione anche idee e comportamenti interni ai nostri percorsi che possono portare a pratiche ambientali inappropriate: alcune tendenze religiose riflettono orientamenti ultraterreni di distacco o persino di negazione di rapporti con il mondo. Quanto possono essere utili questo tipo di credenze in relazione ai problemi che dobbiamo affrontare qui ed ora? Può darsi che il concetto di natura possa essere stato svalutato in alcuni casi da un modello di etica incentrato esclusivamente sulle interazioni umane.
Infine, la ricostruzione suggerisce modi in cui le tradizioni religiose potrebbero adattare creativamente i loro insegnamenti alle circostanze attuali in modi nuovi e creativi. 

Sarà così possibile elaborare nuove sintesi o nuovi approcci alla tradizione che possano adattarsi ai temi e ai linguaggi del dibattito pubblico moderno. 
Questo è l'aspetto più impegnativo della costruzione di un rapporto tra religioni e ambiente e richiede sensibilità a chi sta parlando di una tradizione in via di rivalutazione e ricostruzione.
L’ enciclica Laudato Si’ di Sua Santità Papa Francesco sulla cura della casa comune sottolinea ripetutamente l'interconnessione e l'interdipendenza di tutte le creature, e degli esseri umani all'interno della natura, e richiede alla società globale un’ "ecologia integrale" che deve comprendere una risposta, allo stesso tempo, alle crisi ambientali e a quelle sociali. In altri contesti e con altre parole, il Global Buddhist Climate Change Collective , cioé la dichiarazione buddista sui cambiamenti climatici ai leader mondiali, redatta e sottoscritta nel 2015, parla di un "co-sorgere" dipendente tra le creature e dell'importanza di riconoscere "l'integrità dell’essere", che porterà alla "compassione" tra gli esseri umani.
Sua Santità il Dalai Lama tiene ogni anno con il Mind & Life institute, di cui lui è uno dei fondatori, studi e convegni riguardo la scienza, la religione e le pratiche contemplative.
Tra il 9 e il 10 gennaio 2021 si è tenuto un convegno online con la partecipazione di SS. il Dalai Lama, di Greta Thunberg e di importanti personalità del mondo della scienza per esplorare come affrontare l’ urgente serie di sfide che la religione non può più ignorare.






Vorrei ora concludere questo intervento sull’impegno delle religioni per la difesa dell’ambiente, come è tradizione nello zen, ponendo delle domande che, a differenza di risposte assertive e molto spesso auspicate da parte di una figura autorevole spesso imprigionano anziché liberarci:

Dobbiamo esplorare temi ecologisti all'interno delle comunità religiose e spirituali per elaborare risposte appropriate alle nostre molteplici sfide sociali e ambientali?

Quali forme di visione simbolica e di immaginazione etica possono provocare una trasformazione di coscienza ADESSO per la comunità umana e mondiale?

Le religioni e le spiritualità possono fornire visioni e ispirazioni per radicare e guidare il miglioramento reciproco delle relazioni uomo-Terra?

Oggi ci rendiamo conto che, per quanto riguarda i problemi dell’ambiente, più statistiche scientifiche sui problemi ambientali, più legislazione, più analisi economiche, sebbene siano necessarie, non sono più sufficienti per aiutare le trasformazioni sociali su larga scala. È partendo da questa consapevolezza che le religioni del mondo, nonostante i loro limiti, possono trovare nel tesoro della loro saggezza degli strumenti per aiutare e non solo qualcosa da dire.
Nobody's Life Is Just Their Life
Being with Change
Inner Strength and Kindness: Practices for a Wise Life