I nostri sogni si dissolvono all’alba
La voce del Maestro
I nostri sogni si dissolvono all’alba.
Si infrangono contro la luce fredda del mattino, quando la realtà torna a bussare con insistenza: guerre che non finiscono, ingiustizie che si moltiplicano, solitudini che si fanno sempre più profonde, paure e incertezze che abitano silenziosamente le nostre giornate.
Da giovani abbiamo tutti immaginato una vita diversa: più luminosa, più felice, in cui le relazioni tra le persone fossero autentiche, giuste, profondamente umane. Una vita capace di essere migliore, più prospera e più ricca per tutti, con opportunità per ciascuno secondo le proprie capacità e i risultati ottenuti. E, in silenzio, ci siamo anche immaginati una vecchiaia serena: circondati da volti amati, sostenuti da legami sinceri, accompagnati da una società che non abbandona ma custodisce, che si prende cura del suo intero corpo sociale come di una sola, grande comunità.
Sogni.
E invece, spesso, ci ritroviamo a inseguire una realtà che continua a sfuggirci.
Col tempo, quei sogni si trasformano in ideali di conquista e affermazione, e la vita finisce per somigliare a una guerra logorante fatta di competizione, di denaro e di successo. E arrivati a una certa età, può accadere di ritrovarsi soli, disorientati, senza più sogni a cui aggrapparsi, senza sapere più cosa possa dare senso al risveglio di ogni mattina. Soli.
Ma davvero, per raggiungere la felicità, basta impegnarsi?
Ma davvero, per raggiungere la felicità, basta trasformare la vita in una lotta continua, combattuta fino all’ultimo respiro?
Ci hanno insegnato che il valore di una persona si misura in ciò che riesce a ottenere, che la felicità è una vetta da scalare, a qualsiasi costo. Eppure, sotto la superficie di questo ideale, si nasconde altro:
- la brutalità nascosta dietro il successo
- la solitudine di chi misura il proprio valore attraverso la competizione
- la disperazione di chi non può permettersi di fallire
Il nostro mondo, quello in cui viviamo oggi, è segnato da questa contraddizione. Da una parte promesse di realizzazione di sogni illusori, dall’altra una realtà che spesso esclude, divide, logora.
E allora i sogni sembrano spegnersi.
Sembrano.
Perché per noi buddhisti c’è qualcosa che non si dissolve con l’alba.
C’è un sogno che non dipende dalle condizioni esterne.
Un sogno che non si basa sul confronto, né sulla vittoria sugli altri.
Un sogno che nasce dentro.
È il sogno di un mondo fondato sulla compassione, sulla gentilezza amorevole, sull’empatia e sull’amore, non solo dichiarato a parole, nei nobili insegnamenti del Buddha o nei discorsi di circostanza, ma vissuto concretamente nei fatti. Un mondo in cui ogni essere umano venga riconosciuto nella sua dignità più profonda e in cui la felicità non sia un privilegio, ma una possibilità condivisa.
Questo sogno non deve mai svanire.
Anzi, si rafforza proprio davanti alle difficoltà.
Si accende quando vediamo la sofferenza.
Cresce quando scegliamo di non voltare lo sguardo.
Seduti in meditazione, quando arriviamo alla chiarezza del nostro essere e abbracciamo una compassione indistinta, capace di includere tutti, perfino coloro che percepiamo come nostri carnefici, quel sogno non solo non svanisce, ma si potenzia, si fa più nitido, più stabile, più reale.
Non è un’illusione. È un impegno.
Un impegno quotidiano a trasformare noi stessi, per trasformare il mondo.
Un passo alla volta. Una persona alla volta.
Con la consapevolezza che ogni gesto di gentilezza, ogni atto di coraggio, ogni parola sincera può diventare un seme.
Forse non possiamo fermare tutte le guerre.
Forse non possiamo eliminare ogni ingiustizia.
Ma possiamo scegliere di non aggiungere altra durezza al mondo.
Possiamo scegliere di essere presenza, ascolto, cura.
E così, anche se i sogni si dissolvono all’alba,
ce n’è uno che resta.
Quello di continuare, ogni giorno, a costruire, dentro e fuori di noi, un mondo più umano, consapevoli che tutto dipende dal nostro impegno, che si rinnova ogni volta che un nuovo giorno inizia. Anche quando le nuvole coprono il sole e il cielo appare pesante, dietro di esse la luce continua a splendere, silenziosa e costante. E siamo noi, con l’onestà forza della partecipazione, della presenza e della consapevolezza, a poterle diradare e ad attraversarle.
È il nostro impegno che apre varchi nel grigio, che lascia entrare anche un solo raggio di luce capace di rischiarare la vita, e, a volte, basta quel primo raggio perché tutto ricominci a vedere il mondo con occhi nuovi.
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