Lama-Paljin

Venerabile Lama Paljin Tulku Rinpoche

È noto  per essere l’unico maestro di tradizione tibetana di origine italiana riconosciuto come una reincarnazione vivente di un grande maestro del passato.

Il maestro Lama Paljin Tulku Rimpoche  è uno dei riferimenti a Milano e in Italia per i praticanti degli insegnamenti della scuola Gelug, che vede come guida spirituale l’attuale XIV Dalai Lama. 

Nel 1995, infatti, il monaco milanese viene riconosciuto come incarnazione del Lama Je Paljin, un maestro della scuola Gelug vissuto in Tibet nel XV Secolo.

Oggi, Lama Paljin è fondatore e guida del Centro Mandala di Milano , del centro Samten Ling di Graglia, sulle Alpi biellesi, e del Centro Mandala Deua Ling di Merano, oltre ad essere riconosciuto guida spirituale e dei monasteri Lamayu e Atise in Ladakh.

Lama Paljin, al secolo Antonio Graglia, nasce nel 1941 ad Addis Abeba da genitori piemontesi, ma vive prevalentemente a Milano, dove, dopo una laurea in marketing alla LUISS e una carriera da imprenditore nel campo del commercio delle automobili, decide di dedicarsi con intensità alla ricerca spirituale. Dopo aver trascorso un certo periodo come discepolo del maestro nepalese Geshe Nawang Yandak, decide di prendere i voti da novizio a Dharamsala nel 1991, per poi completare la sua iniziazione monastica in India nel 1993. Due anni dopo viene riconosciuto Tulku, e cessa ogni attività laica per dedicarsi interamente alla diffusione del Dharma.

Lama Paljin é noto in Italia e in Europa per la sua autorevolezza come esperto della dottrina Gelug, sia grazie a convegni dal vivo, che grazie ad interventi diffusi via internet.,  Lama Paljin è conosciuto come animatore di diverse iniziative umanitarie tra India, Nepal, Etiopia e Perù, grazie alla ONLUS da lui fondata nel 1992. A Milano, assiste volontariamente le detenute del carcere San Vittore e i malati terminali degli ospedali ambrosiani.

Impegnato in prima linea nel dialogo interreligioso, Lama Paljin ha contribuito alla fondazione del Forum delle religioni di Milano.